Parco foresta Lisina

Lisina è un paesaggio carsico protetto accanto alla vasta zona protetta del Parco naturale del Monte Maggiore (Učka). Appartiene al territorio montuoso della catena montana della Ciceria (Ćićarija) ed è quasi completamente ricoperto da bellissimi boschi di faggio litoraneo. Solo in piccole aree troviamo pittoreschi prati e radure boschive erbose. L’area ha una lunga tradizione di escursionismo, mentre la ricchezza dei boschi attira da sempre anche gli abitanti del luogo, che tradizionalmente si occupano della raccolta di legna, dell’estrazione di carbone e in particolar modo della caccia ai ghiri.

Categoria di tutela: paesaggio protetto
Anno di proclamazione: 1997
Documento sulla proclamazione della tutela: „Giornale ufficiale“ num. 8/97 e 12/97
Superficie: 1394 ha
Posizione: sul territorio del Comune di Mattuglie/Matulji (Ciceria/Ćićarija)
Altezza sul livello del mare: 600 – 1241 m

Flora: sesleria autunnale (Sesleria autumnalis), giglio martagone (Lilium martagon), pedicolare primaticcia (Pedicularis acaulis), pulmonaria australis (Pulmonaria australis), genziana triestina (Gentiana tergestina), primula (Primula columnae); il ricco mondo dei funghi, per lo più della famiglia dei porcini (Boletaceae)

Fauna: ghiro (Myoxus glis), caprioli, volpi, tasso, conigli, martore, una ricca varietà di uccelli di bosco, occasionalmente anche cervi e cinghiali.

Vegetazione: bosco litoraneo di faggio (Seslerio-Fagetum), in quantità minori bosco di carpine nero (Seslerio-Ostryetum) e culture piantate di conifere – pino nero (Pinus nigra), abeti (Abies alba) e abeti rossi (Picea abies)

LisinaLisinaLisina

Il paesaggio protetto del Lisina è un vasto territorio carsico boschivo situato nella zona montuosa della Ciceria che si collega al Parco naturale del Monte Maggiore (Učka). Il centro alpino ed escursionistico del Lisina è costituito dalla zona del rifugio alpino, dove piccole aree erbose sono circondate da rigogliosi boschi litoranei di faggio. Da questo punto partono numerose attraenti passeggiate fino alle vette e alle località vicine. Una delle vette più interessanti in questo paesaggio montano e boschivo è il Crni vrh (1037 m). Per oltrepassare la sua pittoresca cresta, si prende il sentiero alpino che parte a sudovest del rifugio sul Lisina. La cresta è abbastanza rocciosa con alcune piccole e compatte rocce boschive, tra le quali, anche a quest’altezza, crescono i rappresentanti dei boschi termofili mediterraneo-montani: il carpine nero (Ostrya carpinifolia), l’orniello (Fraxinus ornus) e altri, che si sono mescolati ai rappresentanti dei boschi di faggio. Tra le piante rare e protette troviamo il giglio martagone (Lilium martagon). Intorno alla vicina vetta Kadički vrh (1104 m) il terreno è carsico, ricoperto da boschi di faggio, con numerose doline e rocce minori boschive, nonché cave profonde in cui la neve si trattiene fino a primavera inoltrata. Alpinisti e escursionisti vengono raramente in questi luoghi, anche se sono stati tracciati nuovi percorsi e il paesaggio è molto interessante. La zona di Vodička griža (1143 m), con la famosa sorgente Vodica ai suoi piedi, è molto più visitata. Questo è il punto preferito dai gitanti durante i mesi estivi, in quanto la fonte offre ristoro assicurato con la sua acqua freddissima. Dieci minuti di cammino bastano per arrivare dalla fonte alla vetta Vodička griža. Le vette Lisina (1183 m) e Gomila (1241 m) sono probabilmente i punti più visitati all’interno del paesaggio protetto, ma la vista da essi è abbastanza limitata a causa dei folti boschi di faggio. A nord si trova la vetta Lepi (1014 m) con boschi di conifere. La parte più a sud-est del paesaggio protetto è la vetta Beljač (787 m), in parte ricoperta da boschi piantati di pino nero. Mentre le altre parti del paesaggio protetto del Lisina sono per lo più ricoperti da boschi naturali di faggio, la zona di Beljač si trova nella fascia dei boschi termofili di carpine nero. Per questo motivo la flora qui è diversa da quella delle altre zone. Per mantenere la biodiversità nel paesaggio protetto, sono di grande importanza le superfici erbose, in minoranza. I prati nelle vicinanze del rifugio alpino Lisina non sono curati, ma ricoperti da boscaglia. Alcune delle piante rare presenti in questi prati sono visibili già in primavera: tra queste troviamo ad esempio il relitto terziario della pedicolare primaticcia (Pedicularis acaulis) e la pulmonaria australis (Pulmonaria australis), che crescono anche sui prati del Monte Maggiore. Nei boschi di Lisina sono conosciuti gli habitat del ghiro (Myoxus glis), la cui caccia viene aperta tradizionalmente ogni autunno dagli abitanti locali.

Visita
Il paesaggio protetto del Lisina si trova nelle immediate vicinanze dei confini settentrionali del Parco naturale del Monte Maggiore. Così, il visitatore che arriva dal Poklon sul Monte Maggiore e aggira la vetta Planik, la più alta della Ciceria, spesso termina il percorso proprio a Lisina, prendendo l’autobus che parte dal paese di Zvoneća. L’intero giro dura circa 7-8 ore di camminata tranquilla, è in parte impegnativo dal punto di vista dell’orientamento, ma si svolge tutto su sentieri segnati. Chi invece dal Lisina visita la vetta Crni vrh, può scendere attraverso la pittoresca radura erbosa Mala Sapca verso Rukavac oppure Apriano (Veprinac). Fino al rifugio a Lisina si arriva tramite strada sterrata da Rukavac, Zvoneća o Apriano. Dato che il rifugio è (momentaneamente) chiuso, quali punti di partenza per queste interessanti visite possono fungere le strutture ricettive della riviera liburnica (ad esempio Abbazia (Opatija), distante soli 15 chilometri dal rifugio), dalle quali è presente un collegamento costante via autobus (linee periferiche) fino ai paesi ai piedi del Lisina, Zvoneća, Rukavac e Apriano. Recentemente gli alpinisti di Mattuglie hanno tracciato e marcato un sentiero turistico-alpino attraverso le parti più belle del Lisina: il “Sentiero del Lisina” tocca tutte le vette alpine più importanti, include dieci punti di controllo ed è lungo circa 30 chilometri in linea d’aria.
In questo territorio, tra i motivi di interesse, dal punto di vista paesaggistico e storico-culturale, non possiamo non citare le terrazze del paese Zvoneća, di grande importanza per gli abitanti dell’area, come pure l’antica cittadina di Apriano, situata su una collina sopra di Abbazia, ma anche l’antica Castua (Kastav), ricca di curiosità e leggende. Nel non lontano paesino litoraneo di Volosca (Volosko) è nato il naturalista Andrija Mohorovičić1, che scoprì la discontinuità della crosta terrestre denominata “moho” proprio in suo onore. A nord di Castua si estende il bosco carsico Lužina, particolarmente attraente per chi voglia passeggiare o rilassarsi, e per tutti gli amanti della natura in genere. Ne è stata proposta la tutela in base al Piano urbanistico della Contea litoraneo-montana, nella categoria paesaggio protetto. Esso include anche la grotta Sparožna, con una lunga tradizione turistica che risale all’epoca della monarchia austro-ungarica. Al suo interno non c’è corrente elettrica ma è stato tracciato un sentiero; per visitarla è necessario rivolgersi all’associazione speleologica “Estavela” di Castua.